Alcune strade servono semplicemente per andare da un posto all’altro. Altre, se le guardiamo con gli occhi giusti, possono trasformarsi in un’avventura.
È quello che succede a Camilla, Orlando e Luca in Andiamo a scuola insieme! di Daniela Kulot: il tragitto verso la scuola diventa un viaggio popolato da animali, pericoli, voli e scoperte. E la cosa più bella è che, per far accadere tutto questo, non serve quasi nulla. Solo qualche oggetto incontrato per strada e una buona dose di immaginazione.
In breve
Daniela Kulot, Andiamo a scuola insieme!, Zoolibri
Camilla, Orlando e Luca sono ormai abbastanza grandi per andare a scuola da soli.
Il percorso non è lungo, ma con loro anche la strada più normale può diventare qualcosa di completamente diverso.
Un sasso, un fazzoletto, una corda, una molletta: piccoli oggetti quotidiani incontrati lungo il cammino diventano il punto di partenza per inventare avventure sempre nuove.
Quando i tre amici arrivano finalmente a scuola, hanno moltissimo da raccontare.
Quando un sasso smette di essere soltanto un sasso
È forse questo l’aspetto dell’albo che mi piace di più. Gli oggetti rimangono esattamente quelli che sono. A cambiare è lo sguardo dei bambini.Un sasso può diventare un elefante. Un pezzo di stoffa può farci volare. Una corda può trasformarsi in qualcosa da cui scappare.
È il meccanismo semplicissimo e potentissimo del “facciamo finta che…”. Quello che conoscono bene tutti i bambini quando una scatola diventa una casa, una sedia un autobus, un bastone una spada o una bacchetta magica.
Daniela Kulot porta questo gioco dentro una storia e ci ricorda quanto poco serva, in fondo, per costruire mondi.
Tre amici sulla stessa strada
Ma Andiamo a scuola insieme! non parla soltanto di immaginazione. Camilla, Orlando e Luca percorrono quella strada insieme. Ognuno vede qualcosa, propone un’idea, la condivide con gli altri. L’immaginazione individuale finisce per diventare un’avventura comune. È un aspetto che trovo particolarmente interessante da portare in classe.
Inventare insieme significa infatti ascoltare l’idea di qualcun altro, accoglierla, modificarla, aggiungere un pezzo, aspettare il proprio turno, trovare un accordo. La storia nasce dal contributo di tutti. Un po’ come succede, o come vorremmo che succedesse, quando comincia a costruirsi un nuovo gruppo classe.
La strada verso la scuola
Naturalmente c’è anche un altro elemento che rende questo albo particolarmente adatto al periodo dell’accoglienza: la meta del viaggio è la scuola.
Camilla, Orlando e Luca stanno crescendo. Possono affrontare un piccolo pezzo di strada in autonomia e arrivano in un luogo in cui li aspettano altri bambini, altre esperienze, altre storie da raccontare.
Per questo ho scelto l’albo anche per il mio percorso di continuità tra scuola dell’infanzia e scuola primaria.
Il passaggio alla scuola dei “grandi” c’è, ma rimane sullo sfondo. Non viene raccontato attraverso spiegazioni su ciò che i bambini troveranno, sulle regole da imparare o sulle cose che dovranno saper fare. Prima di arrivare a scuola c’è ancora spazio per giocare, immaginare, esplorare.
Mi sembra un bel modo per affrontare un passaggio importante senza appesantirlo.
Dal “facciamo finta che…” alla classe
La cosa bella di questo albo è che, dopo averlo chiuso, viene quasi spontaneo continuare a giocare.
Gli oggetti quotidiani possono diventare un punto di partenza per osservare, immaginare, raccontare e mettere insieme le idee.
Quando l’ho utilizzato in classe mi interessava soprattutto lasciare spazio al gioco simbolico e alla possibilità che un’intuizione individuale diventasse qualcosa da costruire insieme agli altri.
È proprio questo che cerco spesso negli albi illustrati: non un libro al quale “attaccare” un esercizio, ma un libro capace di mettere in moto qualcosa.
Nel Modulo 2 questa intuizione viene sviluppata attraverso una sequenza strutturata di attività che accompagna gradualmente i bambini dall’esperienza alle prime proposte grafiche e linguistiche.
Dall’esperienza alla traccia
Solo dopo il gioco, la conversazione e l’invenzione possiamo passare a una proposta più strutturata.
Nel percorso che ho realizzato, alcuni degli oggetti incontrati nell’albo ritornano nelle schede operative: i bambini possono osservarli, immaginare che cosa potrebbero diventare, rappresentarne graficamente la trasformazione e ripassarne il nome prestando attenzione al gesto grafico.
La scheda, quindi, non introduce l’esperienza. Arriva dopo e ne conserva una traccia.
In questo modo lettura, immaginazione, produzione orale, rappresentazione grafica, pregrafismo e motricità fine rimangono parti dello stesso percorso.
Non soltanto per la classe prima
Anche se l’ho inserito in un progetto pensato per accompagnare il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla primaria, non considero Andiamo a scuola insieme! un albo da utilizzare soltanto con i più piccoli.
Il gioco della trasformazione degli oggetti può diventare più complesso con bambini più grandi.
Si può partire da un oggetto reale per inventare un personaggio, un ambiente, un problema da risolvere o un’intera storia. Si può lavorare oralmente oppure arrivare alla scrittura. Si può costruire una narrazione individuale o collettiva.
Cambia il livello della proposta, ma resta intatto il meccanismo da cui tutto ha origine: guardare qualcosa di conosciuto e provare a vederci dentro qualcos’altro.
Una strada perfetta per cominciare insieme
Mi piace proporre questo albo all’inizio dell’anno non soltanto perché i protagonisti stanno andando a scuola, ma perché ci arrivano insieme.
Il tragitto diventa un’occasione per guardarsi intorno, raccogliere le idee degli altri, rilanciarle e costruire qualcosa in comune. È un modo leggero per parlare di gruppo, cambiamento e nuovi inizi senza trasformare la lettura in una lezione sul “primo giorno di scuola”.
C’è un messaggio che mi piace particolarmente portare in classe proprio all’inizio dell’anno: entrare a scuola non significa lasciare la fantasia fuori dalla porta. Possiamo portarla con noi. Non soltanto per giocare, ma per osservare, raccontare, trovare possibilità e immaginare ciò che ancora non c’è.
Dall’albo al percorso: In viaggio verso la scuola primaria
Andiamo a scuola insieme! è uno degli albi che ho scelto come filo conduttore di In viaggio verso la scuola primaria con gli albi illustrati, il mio percorso per accompagnare la continuità tra scuola dell’infanzia e scuola primaria, utilizzabile anche per l’accoglienza in classe prima.
Ogni albo rappresenta una tappa di questo viaggio e diventa il punto di partenza per esperienze e attività diverse. L’idea è quella di avvicinarsi gradualmente alla nuova scuola senza anticiparla, intrecciando lettura, gioco, conversazione, esplorazione, prime attività grafiche e linguistiche.
Il percorso completo raccoglie tutte le tappe del viaggio e permette di costruire un itinerario più ampio, scegliendo tempi e attività in base al proprio gruppo.
Se ti interessa soltanto questa tappa
Il percorso dedicato a Andiamo a scuola insieme! è disponibile anche come Modulo 2 autonomo.
La lettura dell’albo diventa lo sfondo per attività di immaginazione e narrazione, pregrafismo, avvicinamento alla letto-scrittura e sviluppo della motricità fine. In questo modo è possibile utilizzare soltanto questa parte del progetto, senza necessariamente proporre l’intero percorso.
Il mio consiglio di lettura
Alla fine del libro Camilla, Orlando e Luca arrivano davvero a scuola. Eppure ciò che resta del loro viaggio non è tanto la strada percorsa, quanto il modo in cui l’hanno guardata. Uno sguardo capace di trovare un’avventura in un oggetto qualunque e di costruirla insieme agli altri. Forse è questo che mi porto dietro da questa lettura: non servono sempre materiali straordinari per far nascere qualcosa di bello. A volte basta guardare meglio ciò che abbiamo davanti e lasciare un po’ di spazio al “facciamo finta che…”.
