English Teacher: insegnare ai tempi della Gen Z

English Teacher, serie TV comedy ambientata in una scuola superiore
English Teacher, serie TV comedy ambientata in una scuola superiore

IN BREVE

Prima che con l’inizio della scuola si entri ufficialmente in modalità “lock in” — chi, come me, ha figli adolescenti avrà già familiarità con lo slang Gen Z — possiamo concederci ancora qualcosa di leggero.

Niente documentari impegnativi, niente grandi riflessioni pedagogiche da affrontare con carta e penna alla mano. Almeno per questa sera.

English Teacher è una comedy ambientata in una scuola superiore di Austin, in Texas, e ha come protagonista Evan Marquez, insegnante di inglese interpretato da Brian Jordan Alvarez, che della serie è anche il creatore.

Evan vorrebbe essere un insegnante coerente con i propri principi. Il problema è che lavorare in una scuola significa continuamente fare i conti con studenti, colleghi, famiglie, dirigenza, regole, sensibilità diverse e questioni che difficilmente si lasciano dividere in modo netto tra giusto e sbagliato.

Accanto a lui c’è Gwen Sanders, insegnante di storia, amica e confidente, decisamente più ottimista; il preside Grant Moretti, che vorrebbe soprattutto riuscire a mantenere una qualche forma di tranquillità nell’istituto; Markie Hillridge, insegnante di educazione fisica e allenatore della squadra di football, spesso politicamente scorretto, diretto fino a risultare scomodo e apparentemente incapace di adeguarsi al linguaggio e alle sensibilità che cambiano intorno a lui.

Markie dice cose che gli altri adulti preferirebbero evitare e sembra avere un talento particolare per trasformare ogni discussione in un possibile incidente diplomatico. Eppure, proprio gli studenti sembrano apprezzarlo molto. Forse perché Markie non cerca di parlare come loro, non finge di comprendere ogni nuova regola e non si presenta come l’adulto perfetto che ha già trovato la risposta giusta. È ruvido, spesso fuori luogo, ma anche autentico. Dietro le battute e le uscite discutibili c’è un insegnante che conosce bene i ragazzi, li prende sul serio e riesce a costruire con loro un rapporto di fiducia che molti adulti più attenti alle parole non riescono a creare.

Gli studenti di English Teacher sembrano conoscere perfettamente linguaggi, categorie e sensibilità del proprio tempo. Sono attentissimi all’identità, all’inclusione, alle parole che si possono o non si possono utilizzare, alle questioni sociali e politiche. Insomma, potremmo definirli – con tutte le virgolette del caso – sempre più “woke”.

Poi, però, riescono a essere sorprendentemente contraddittori.

Sull’altro fronte, gli adulti, convinti magari di aver finalmente capito come rapportarsi a questa nuova generazione, si ritrovano improvvisamente di nuovo al punto di partenza.

Sotto il tono leggero e spesso assurdo della comedy rimane così una domanda che, per chi insegna, è tutt’altro che banale: quanto è difficile stare al passo con generazioni di studenti che cambiano più velocemente di quanto riusciamo a comprenderle?

Forse è proprio per questo che English Teacher funziona particolarmente bene in questo momento dell’anno.

Parla di scuola, sì.

Ma abbastanza da lontano da permetterci di restare ancora per una sera con la testa un po’ in vacanza.

5 RAGIONI PER VEDERLA

  • Perché racconta molto bene lo scarto tra insegnanti e nuove generazioni.

Non si tratta semplicemente del solito conflitto tra adulti e adolescenti.

Gli insegnanti di English Teacher cercano sinceramente di comprendere i propri studenti, di utilizzare un linguaggio adeguato, di rispettarne le sensibilità e di orientarsi tra categorie che continuano a cambiare.

Solo che, ogni volta che pensano di aver finalmente capito le regole del gioco, gli studenti riescono a sorprenderli.

A volte sono molto più progressisti degli adulti. Altre volte decisamente meno. Il risultato è un ribaltamento continuo di prospettive che rende difficile stabilire chi sia davvero “avanti” e chi sia rimasto indietro.

Forse è proprio questo il punto: le generazioni non entrano nelle categorie ordinate che costruiamo per interpretarle.

  • Perché mette in scena quella particolare fatica di capire quale sia la cosa giusta da fare.

Evan vuole essere coerente. Vuole comportarsi correttamente, difendere ciò in cui crede e prendere posizione quando ritiene che qualcosa non funzioni.

Naturalmente, questa intenzione non garantisce affatto che le sue decisioni siano sempre quelle giuste.

La serie lo mette continuamente davanti a situazioni in cui principi, regole, relazioni e conseguenze concrete non coincidono perfettamente.

Una sensazione che, per chi lavora nella scuola, è piuttosto familiare…

Nella quotidianità raramente dobbiamo scegliere tra una soluzione evidentemente corretta e una evidentemente sbagliata. Molto più spesso dobbiamo scegliere tra possibilità imperfette, cercando di capire quale faccia meno danni.

  • Perché studenti e insegnanti sono pieni di contraddizioni.

Una delle cose che trovo più riuscite.

English Teacher non costruisce una contrapposizione semplice tra giovani illuminati e adulti incapaci di comprenderli, né tra ragazzi eccessivamente “woke” e insegnanti esasperati dal politically correct.

Prende bonariamente in giro entrambi.

Gli studenti possono essere attentissimi a una questione sociale e completamente incoerenti su quella successiva.

Gli insegnanti possono considerarsi aperti e progressisti, per poi scoprire improvvisamente di non avere più gli strumenti per interpretare quello che sta succedendo davanti a loro.

Alla fine nessuno sembra possedere il manuale d’istruzioni.

Probabilmente perché quel manuale non esiste.

  • Perché sotto le battute ci sono questioni scolastiche molto concrete.

Uso dei cellulari, valutazione degli insegnanti, test degli studenti, rapporto tra scuola e politica, identità personale e professionale, regole, genitori, attività extracurricolari, orientamento universitario.

Chi insegna difficilmente farà fatica a riconoscere almeno qualche dinamica familiare, anche se sistema scolastico e contesto culturale sono molto diversi dal nostro.

La serie però non trasforma mai questi temi in lezioni. Li prende, li complica e poi lascia i personaggi a discutere – e spesso a litigare – nel tentativo di capire che cosa farsene.

  • Perché, in questo momento dell’anno, abbiamo bisogno anche di qualcosa di leggero.

Ci sarà tempo per i documentari, le storie vere, le grandi riflessioni sull’educazione e tutte quelle visioni che alla fine ci fanno ritrovare con diciassette nuove idee da inserire nella programmazione annuale.

Siamo praticamente a settembre.

Le agende stanno per riempirsi, le chat ricominceranno a suonare e la fase “lock in” è dietro l’angolo.

Per una sera possiamo ancora “distrarci” un po’.

Se proprio dobbiamo guardare qualcosa che parla di scuola, almeno che ci faccia ridere!

DOVE VEDERLA

Disney+

English Teacher è composta da 2 stagioni e 18 episodi. La seconda stagione è anche l’ultima: FX ha chiuso la serie dopo due stagioni.

Gli episodi sono brevi, circa mezz’ora, quindi perfetti anche per quelle serate in cui ci diciamo: “Ne guardo solo uno e poi vado a dormire.” Certo.

La serie è classificata 18+ su Disney+ Italia. È un consiglio di visione per insegnanti/adulti, non qualcosa da proporre agli alunni.

TRAILER

Trailer ufficiale di English Teacher – FX


COLONNA SONORA

Playlist / colonna sonora di English Teacher

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