In viaggio di Guido Van Genechten: quando la strada conta quanto la meta

Copertina di In viaggio di Guido Van Genechten, albo illustrato sul valore del percorso e della crescita

Ranocchio ha fretta di arrivare. Porcospino, invece, sembra sapere che un viaggio non è semplicemente lo spazio che separa il punto di partenza dalla destinazione. Così salgono in macchina e partono.

Da quel momento si susseguono strade, paesaggi, condizioni atmosferiche, incontri e luoghi nuovi. Ranocchio continua a pensare all’arrivo, mentre il mondo fuori dal finestrino diventa sempre più grande.

È la struttura semplicissima di In viaggio di Guido Van Genechten, che riesce a raccontare molto bene qualcosa che riguarda da vicino i bambini: la voglia di sapere che cosa ci aspetta, mentre la parte più importante sta già succedendo lungo la strada.

In breve

Titolo: In viaggio
Autore e illustratore: Guido Van Genechten
Traduzione: Francesca Degani
Editore: EDT – Giralangolo
Pagine: 28
Formato: 29,3 × 24 cm
Età indicativa: dai 3 anni

L’edizione italiana è uscita nel 2017. Ranocchio, che non ha mai lasciato il proprio villaggio, parte in auto con l’amico Porcospino e attraversa ambienti, paesi e situazioni completamente nuovi. Quando torna, ciò che gli era familiare sembra diverso: in realtà è lui a essere cambiato attraverso l’esperienza.

Quella fretta di sapere dove stiamo andando

Ranocchio ha un comportamento che chiunque lavori con i bambini riconosce immediatamente. Vuole sapere quando arriveranno. La domanda “Siamo arrivati?” ritorna perché la meta, per lui, è ancora la parte più importante ed è comprensibile. Quando non conosciamo qualcosa, sapere dove stiamo andando ci rassicura. Succede anche nel passaggio alla scuola primaria. Come sarà la classe? Che cosa faremo? Chi sarà la maestra? Quando impareremo a leggere? L’attesa concentra lo sguardo su ciò che deve ancora accadere.

In viaggio, invece, ci invita lentamente a guardare anche quello che sta già accadendo.

Fuori dal finestrino il mondo cambia continuamente

Uno degli aspetti più belli dell’albo è proprio la sensazione di movimento.

La piccola automobile attraversa paesaggi molto diversi. Cambiano il tempo, la luce, gli ambienti e ciò che i due amici incontrano lungo il cammino. Il viaggio si allarga progressivamente e Ranocchio entra in contatto con cose che prima non facevano parte del suo mondo. Le illustrazioni hanno quindi un ruolo fondamentale.

Invitano a percorrere la pagina con lo sguardo, a seguire la strada e a osservare ciò che appare intorno ai personaggi. Durante una lettura condivisa mi fermerei volentieri proprio qui.

Non tanto per chiedere ai bambini di ricordare tutti i luoghi attraversati, quanto per osservare come cambia il mondo quando decidiamo di uscire da ciò che conosciamo.

Viaggiare significa anche affrontare l’imprevisto

La strada non offre soltanto panorami piacevoli. Ci sono cambiamenti, intoppi e situazioni che richiedono di adattarsi. Ed è un altro motivo per cui trovo l’albo adatto a parlare dei passaggi importanti.

Quando stiamo per entrare in una nuova scuola vorremmo, comprensibilmente, sapere tutto in anticipo. Ma una parte della crescita consiste proprio nell’imparare che non possiamo conoscere ogni tratto della strada prima di percorrerlo.

Possiamo però avere qualcuno accanto. Ranocchio non parte da solo. Porcospino lo accompagna. E allora il viaggio verso l’ignoto non perde completamente l’incertezza, ma diventa affrontabile.

La meta arriva. E poi?

È il finale a dare un senso nuovo a tutto ciò che abbiamo visto.

Dopo tanto desiderio di arrivare, Ranocchio scopre che il punto decisivo non è soltanto avere raggiunto una destinazione. Quando torna nel luogo da cui era partito, lo guarda con occhi diversi. Il paese può essere lo stesso. Ranocchio non lo è più.

Un’esperienza significativa non ci porta semplicemente da un posto a un altro. Modifica il modo in cui guardiamo ciò che incontriamo, compreso ciò che conoscevamo già.

Un albo sulla crescita senza dover parlare di “diventare grandi”

È anche ciò che distingue In viaggio da molti libri dedicati esplicitamente ai passaggi.

Non c’è bisogno di spiegare ai bambini che stanno crescendo.

Vediamo semplicemente che Ranocchio parte con un certo modo di guardare il mondo e torna con uno sguardo più ampio. La crescita accade dentro la storia.

Questo rende l’albo utilizzabile in molti contesti: un cambiamento, una nuova esperienza, l’inizio o la conclusione di un percorso, un viaggio reale oppure metaforico.

E, naturalmente, il passaggio alla scuola primaria.

In viaggio verso la scuola primaria

Non poteva che essere questo albo a chiudere In viaggio verso la scuola primaria con gli albi illustrati.

Il percorso intero è stato costruito attorno alla metafora del viaggio. All’inizio abbiamo preparato una valigia e immaginato la partenza. Poi abbiamo percorso strade, incontrato la nuova scuola, esplorato attività, regole, emozioni e possibilità. Arrivati all’ultima tappa, In viaggio permette di capovolgere la domanda.

Non più soltanto: “Siamo arrivati?” ma: “Che cosa è successo mentre arrivavamo?”

Dalla storia al movimento

Nel Modulo 5, l’albo viene ripreso anche attraverso il corpo.

Alcuni giochi motori traducono il viaggio di Ranocchio e Porcospino in esperienze nelle quali i bambini devono muoversi, saltare, attraversare spazi e collaborare.

Il passaggio dalla pagina al movimento permette di lavorare su schemi motori di base, equilibrio, lateralità e relazione con il gruppo, mantenendo il legame narrativo con la storia.

Guardare indietro prima di ripartire

L’ultima attività del modulo torna poi all’intero percorso.

I bambini rappresentano l’esperienza che hanno apprezzato maggiormente e provano a raccontare attraverso il disegno qualcosa che sentono di avere imparato.

È un piccolo esercizio di metacognizione, ma senza bisogno di chiamarlo così con loro.

Significa semplicemente fermarsi e accorgersi che tra il bambino che è partito e quello che è arrivato è successo qualcosa.

Dall’albo al Modulo 5

In viaggio costituisce la decima e ultima tappa del progetto e segue Un barattolo di emozioni di Deborah Marcero.

Anche in questo caso i due albi non svolgono la stessa funzione. Il primo permette di guardare alle emozioni con cui affrontiamo il cambiamento. Il secondo invita a riconoscere il valore dell’esperienza attraversata. Prima ci chiediamo come ci sentiamo. Poi possiamo chiederci che cosa ci portiamo via.

Non soltanto per la continuità

Con bambini più grandi userei l’albo soprattutto per lavorare sul rapporto tra meta, aspettative ed esperienza.

Possiamo desiderare così tanto qualcosa da dimenticare di osservare ciò che sta succedendo mentre cerchiamo di raggiungerla?

Ci è mai capitato di tornare nello stesso luogo e trovarlo diverso perché, nel frattempo, eravamo cambiati noi?

Sono domande che possono accompagnare la conclusione di un anno scolastico, un progetto lungo, una gita o un’esperienza particolarmente significativa.

Il mio consiglio di lettura

In viaggio ha una struttura accessibile anche ai bambini piccoli, ma lascia dietro di sé un pensiero che può accompagnarci molto più a lungo.

Ranocchio vuole arrivare. Alla fine arriva. Ma scopre che non è quella la parte più importante della storia.

Tra la partenza e il ritorno ha guardato, sperimentato, attraversato luoghi nuovi e ampliato il proprio mondo.

È per questo che lo sceglierei per chiudere un percorso di continuità.

La scuola primaria è certamente una meta. Ma tutto ciò che i bambini vivono mentre si preparano a raggiungerla fa già parte della loro crescita.