Da Ulisse al nostro “tallone d’Achille”: un lampo di scrittura a partire da poemi omerici e miti

Copertina del materiale didattico “Poemi omerici e miti – Cosa rimane nei modi di dire"

A volte l’attualità ci offre un assist didattico quasi perfetto. Nel 2026 è successo con l’Odissea. Il film di Christopher Nolan ha riportato improvvisamente al centro della cultura pop una storia vecchia di quasi tremila anni: Ulisse, Itaca, il viaggio, il ritorno, i mostri, gli dei e tutte quelle vicende che a scuola incontriamo studiando l’epica classica sono tornati nei cinema, sui social e nelle conversazioni.

Perché non approfittare di questa curiosità anche in classe?

Il materiale gratuito “Poemi omerici e miti – Cosa rimane nei modi di dire” nasce da una domanda semplice: quanto è davvero lontana da noi la cultura classica?

Forse molto meno di quanto immaginiamo.

I miti sono ancora nelle nostre parole

Diciamo che qualcuno ha un tallone d’Achille.

Una giornata complicata può trasformarsi in una vera Odissea.

Una decisione può farci sentire tra Scilla e Cariddi.

Una scoperta rischia di aprire il vaso di Pandora.

Qualcuno sembra avere il tocco di Re Mida.

Perfino nel linguaggio informatico incontriamo il cavallo di Troia.

Sono espressioni che utilizziamo ancora oggi, spesso senza fermarci a pensare alle storie antichissime da cui provengono.

Proprio da questa continuità tra passato e presente che parte l’attività.

Prima di scrivere: riscoprire storie e significati

Il percorso introduce brevemente il significato dell’epica classica e richiama i tre grandi poemi della tradizione greca e latina: Iliade, Odissea ed Eneide.

Successivamente gli alunni incontrano alcune figure e vicende del mito che hanno lasciato una traccia particolarmente evidente nel nostro linguaggio:

il tallone d’Achille, Cupido, Ercole, il tocco di Re Mida, Nemesi, l’Odissea, il vaso di Pandora, Prometeo, Scilla e Cariddi e il cavallo di Troia.

Per ciascun riferimento viene presentata brevemente la storia da cui deriva e viene spiegato il significato che l’espressione ha assunto nel linguaggio contemporaneo.

Non si tratta quindi soltanto di “studiare il mito”, ma di osservare che cosa accade quando una storia attraversa i secoli e continua a vivere nelle parole.

Dal mito alla propria esperienza: il lampo di scrittura

Dopo aver esplorato miti ed espressioni, gli alunni sono invitati a sceglierne una e a utilizzarla come scintilla per un lampo di scrittura.

La cultura classica diventa così il punto di partenza per raccontare qualcosa di personale.

Per esempio:

Qual è il mio tallone d’Achille?

Qual è un mio punto debole? Quando me ne sono accorto? Come cerco di affrontarlo?

Oppure:

Quel viaggio è stato una vera Odissea…

Che cosa è successo? Quali imprevisti ho incontrato? Come mi sono sentito?

O ancora, possiamo partire dall’essersi trovati tra Scilla e Cariddi, da una situazione che ha rischiato di trasformarsi in un vaso di Pandora o da qualcuno che, nella nostra esperienza, sembra avere il tocco di Re Mida.

Il riferimento mitologico non è quindi il punto di arrivo. È un innesco. Una piccola scintilla capace di aprire uno spazio di scrittura autentica.

Perché proporlo in un percorso di Writing and Reading Workshop?

Nel Writing and Reading Workshop la scrittura non nasce soltanto da una consegna da eseguire, ma dalla costruzione progressiva di un repertorio di idee, strategie e possibilità a disposizione dello scrittore.

Un lampo di scrittura può diventare proprio questo: uno spazio breve nel quale esplorare un’idea senza la pressione di dover produrre immediatamente un testo completo e perfetto.

In questa proposta il mito offre l’input iniziale.

L’alunno può poi appropriarsene, collegarlo alla propria esperienza e decidere quale direzione dare alla scrittura.

Per questo motivo eviterei di trasformare l’attività in uno schema troppo rigido.

Le domande presenti nel materiale possono sostenere chi ha bisogno di un punto di partenza, ma non devono diventare necessariamente una scaletta da seguire punto per punto.

L’obiettivo rimane scrivere qualcosa che abbia significato per chi scrive.

Un’occasione per intrecciare più apprendimenti

L’attività può essere inserita durante il lavoro sui poemi omerici, ma può funzionare anche come proposta interdisciplinare.

Permette infatti di intrecciare:

storia e cultura classica, attraverso miti e poemi;

educazione linguistica, osservando origine e significato di parole ed espressioni;

lessico, attraverso usi figurati e metaforici;

scrittura autobiografica, collegando un’espressione alla propria esperienza;

riflessione sulla lingua, durante la rilettura e la revisione del testo.

E l’Odissea di Nolan?

Non è necessario aver visto il film per svolgere l’attività e naturalmente non è questo lo scopo del percorso.

Il fenomeno cinematografico può però diventare un ottimo aggancio iniziale.

Possiamo mostrare semplicemente quanto una storia antichissima sia riuscita ancora una volta a tornare al centro dell’immaginario contemporaneo e chiedere agli alunni:

Perché continuiamo a raccontare queste storie dopo migliaia di anni?

Che cosa hanno ancora da dirci?

E soprattutto:

sono davvero rimaste soltanto nei libri?

A quel punto basta osservare il nostro linguaggio per trovare una prima risposta.

Il materiale gratuito

Il PDF comprende 16 pagine e contiene:

  • una breve introduzione all’epica classica;
  • un richiamo a Iliade, Odissea ed Eneide;
  • dieci riferimenti a miti, personaggi ed espressioni ancora presenti nel nostro linguaggio;
  • la spiegazione del loro significato originario e contemporaneo;
  • una proposta finale di lampo di scrittura.

La proposta è pensata in particolare per la classe quinta della scuola primaria, ma può naturalmente essere adattata anche ad altri contesti in base al percorso svolto dalla classe.

🎁 Il materiale è gratuito.

Se lo utilizzate in classe, mi farà piacere sapere quale mito o quale espressione ha acceso le scritture più interessanti dei vostri alunni. Lascia un tuo commento qui: https://www.freeed.com/articles/50103/un-lampo-di-scrittura-a-partire-da-poemi-omerici-e-miti

Perché, a quasi tremila anni di distanza, il viaggio di Ulisse continua.

A volte arriva fino a Itaca.

Altre volte arriva semplicemente fino alla pagina di un quaderno.