“Che cos’è la scuola?”
Sembra una domanda alla quale dovrebbe essere facilissimo rispondere.
Ci passiamo dentro buona parte delle nostre giornate. Conosciamo le aule, i corridoi, gli orari, i quaderni, le riunioni, le regole. Eppure basta provare a completare davvero quella frase per accorgersi che la risposta diventa subito molto più complicata.
Perché la scuola è certamente un luogo. Ma è anche tutto quello che succede dentro quel luogo.
È proprio questo lo spazio che apre Che cos’è la scuola?, scritto da Luca Tortolini, illustrato da Marco Somà e pubblicato da Terre di mezzo.
Un albo che non sembra interessato a darci una definizione. Preferisce lasciarci una domanda.
Forse è proprio questo il suo punto di forza.
In breve
Titolo: Che cos’è la scuola?
Autore: Luca Tortolini
Illustrazioni: Marco Somà
Editore: Terre di mezzo
Anno: 2021
Età di lettura indicativa: dai 5 anni
Un albo illustrato che racconta la scuola non semplicemente come edificio o luogo nel quale si imparano delle cose, ma come spazio di relazioni, differenze, idee, scoperte, errori, immaginazione e crescita.
Una scuola che prende forma attraverso le persone che la abitano e attraverso ciò che accade quando quelle persone si incontrano.
Una domanda che allarga la scuola
Se chiediamo a un bambino che cosa sia la scuola, probabilmente le prime risposte saranno molto concrete.
La maestra.
I banchi.
I quaderni.
Gli amici.
La ricreazione.
La mensa.
Ed è giusto che sia così.
Ma basta rimanere un po’ più a lungo dentro quella domanda perché comincino a comparire anche altre cose.
Qualcuno che ci aiuta quando non sappiamo fare qualcosa.
Una scoperta che non ci aspettavamo.
Un errore.
Una regola.
Una discussione.
Un amico con il quale abbiamo litigato e poi fatto pace.
Qualcosa che finalmente abbiamo imparato.
È uno degli aspetti che mi piacciono maggiormente di questo albo: non chiude la definizione di scuola, la allarga.
Pagina dopo pagina diventa sempre più difficile separare il luogo dalle persone, l’apprendimento dalle relazioni, ciò che sappiamo da ciò che ancora non conosciamo.
E allora la domanda del titolo cambia quasi forma: che cosa rende davvero una scuola una scuola?
Le illustrazioni di Marco Somà
A rendere ancora più ricco il libro ci sono le tavole di Marco Somà.
La comunità scolastica prende forma attraverso personaggi animali differenti tra loro, inseriti in ambienti nei quali vale la pena soffermarsi.
Sono immagini che non chiedono di essere attraversate velocemente. Possiamo guardare. Cercare particolari. Confrontare personaggi e situazioni. Accorgerci di qualcosa che alla prima lettura ci era sfuggito.
Per questo trovo che Che cos’è la scuola? funzioni particolarmente bene nella lettura condivisa: testo e immagini permettono continuamente di fermarsi e lasciare che siano i bambini ad aprire nuove piste.
Anche il kamishibai può diventare uno strumento interessante proprio per sostenere questo modo di leggere insieme.
Prima di raccontare la scuola, possiamo ascoltarla
Quando l’ho inserito nel percorso In viaggio verso la scuola primaria, la cosa che mi interessava di più non era utilizzare l’albo per spiegare ai bambini come sarebbe stata la nuova scuola.
Volevo fare quasi il contrario. Ascoltare quale scuola esisteva già nella loro testa.
Perché ogni bambino arriva con una propria rappresentazione. Ci sono esperienze vissute, racconti di fratelli e sorelle, aspettative degli adulti, desideri, curiosità e qualche timore.
La lettura può offrire uno spazio nel quale queste immagini della scuola cominciano a emergere e a incontrarsi.
Un albo può diventare così non soltanto una storia da condividere, ma anche un modo per conoscere il gruppo attraverso ciò che i bambini pensano, desiderano e immaginano.
Dalla scuola che immaginiamo alla scuola che costruiamo
C’è poi un passaggio che trovo particolarmente interessante. Chiedersi che cosa vorremmo trovare in una scuola significa, prima o poi, arrivare anche a domandarsi che cosa possiamo fare noi perché quel luogo funzioni davvero. Qui l’albo può aprire una riflessione sulla comunità.
Le regole, per esempio, possono smettere di apparire soltanto come un elenco di cose consentite o vietate e cominciare a essere osservate da un’altra prospettiva: a che cosa servono quando molte persone devono condividere lo stesso spazio?
Nel percorso che ho realizzato questa domanda ha generato attività ulteriori, ma trovo importante che l’albo venga prima. Prima viene l’idea di scuola. Poi possiamo decidere dove portarla.
Una domanda da portare nei primi giorni di scuola
Naturalmente Che cos’è la scuola? può essere letto in molti momenti dell’anno.
Ma trovo che l’inizio gli stia particolarmente bene.
A settembre noi insegnanti siamo inevitabilmente presi da tutto ciò che deve essere organizzato.
Materiali.
Quaderni.
Orari.
Routine.
Regole.
Spazi.
Questo albo ci permette di cominciare, almeno per un momento, da qualcosa che viene prima: che posto vogliamo che sia la nostra scuola?
Non è necessario trasformare subito la domanda in un cartellone, una scheda o un prodotto. Possiamo anche soltanto ascoltare. Scoprire che cosa vedono i bambini dentro quella parola che noi adulti utilizziamo continuamente.
Scuola.
Non soltanto per la classe prima
La cosa interessante è che la domanda può crescere insieme ai bambini. Con i più piccoli possiamo partire da ciò che vedono, conoscono e desiderano. Con bambini più grandi possono entrare progressivamente parole diverse: appartenenza, differenze, responsabilità, diritti, relazioni, partecipazione, comunità.
Probabilmente è una domanda che vale la pena rivolgere ogni tanto anche a noi insegnanti.
Non tanto: che cos’è una scuola?
Ma: che cosa vorremmo che fosse la scuola che contribuiamo a costruire ogni giorno?
Dall’albo al percorso: In viaggio verso la scuola primaria
Che cos’è la scuola? è uno degli otto albi illustrati che accompagnano In viaggio verso la scuola primaria, il percorso che ho progettato per la continuità tra scuola dell’infanzia e primaria e che può essere utilizzato anche per l’accoglienza in classe prima.
Il progetto comprende 61 pagine e 10 tappe che intrecciano lettura, conversazione, attività laboratoriali, pregrafismo, emozioni, movimento, coding e prime esperienze digitali.
In questa tappa la domanda proposta dall’albo diventa il punto di partenza per riflettere sulla scuola che immaginiamo e sul significato dello stare bene insieme.
Nel pack ho raccolto la sequenza completa delle attività, i materiali operativi e anche una proposta cooperativa che permette di proseguire il lavoro sulle regole coinvolgendo bambini di età differenti.
Il mio consiglio di lettura
Se cercate un albo “sulla scuola” che racconti ai bambini che cosa troveranno entrando in classe, probabilmente questo libro fa qualcosa di più interessante.
Non anticipa semplicemente la scuola. Ci invita a pensarla.
Lascia abbastanza spazio perché dentro quella parola possano entrare le idee dei bambini, quelle degli adulti e tutte le esperienze che devono ancora accadere.
Forse è proprio questo il motivo per cui tornerei a leggerlo. Perché la domanda rimane la stessa.
Ma, crescendo e vivendo la scuola, le nostre risposte possono continuare a cambiare.
