Modulo 5 – Un barattolo di emozioni e In viaggio: emozioni, movimento e il senso del percorso

Modulo 5 – Un barattolo di emozioni e In viaggio

Siamo quasi arrivati.

Per dieci tappe i bambini hanno preparato una valigia, immaginato il mezzo con cui partire, seguito sentieri, incontrato una nuova scuola, riflettuto sulle regole, giocato con numeri, parole e strumenti digitali.

Prima di concludere, però, manca ancora qualcosa.

Occorre fermarsi e chiedersi come ci sentiamo davanti a questo passaggio e, soprattutto, che cosa ci ha lasciato il viaggio fatto fin qui.

È da qui che nasce il quinto e ultimo modulo di In viaggio verso la scuola primaria con gli albi illustrati.

Le due tappe conclusive sono accompagnate da Un barattolo di emozioni di Deborah Marcero e In viaggio di Guido Van Genechten. Due storie molto diverse, che permettono di chiudere il percorso spostando progressivamente lo sguardo dall’attesa della scuola primaria all’esperienza vissuta durante il cammino.

In sintesi

Il Modulo 5 comprende 31 pagine e propone due attività per un tempo indicativo complessivo di circa 4 ore.

Il percorso intreccia educazione emotiva, ascolto e conversazione, lingua inglese, attività digitali, gioco motorio e autovalutazione. Le attività sono state progettate per la continuità tra scuola dell’infanzia e primaria, ma possono essere utilizzate anche nelle prime settimane della classe prima.

Nona tappa: Un barattolo di emozioni

Pensare alla scuola primaria non suscita in tutti i bambini la stessa emozione. C’è chi non vede l’ora di iniziare, chi è curioso, chi è preoccupato e chi alterna entusiasmo e timore nel giro di pochi minuti.

Per questo, prima di arrivare alla meta, mi sembrava importante creare uno spazio in cui tutte queste emozioni potessero essere riconosciute, nominate e condivise, senza stabilire quali siano quelle “giuste” da provare.

Un barattolo di emozioni di Deborah Marcero offre un punto di partenza particolarmente adatto.

Nel libro le emozioni diventano qualcosa che si può osservare, raccogliere e imparare progressivamente a conoscere. È un’immagine che permette ai bambini di avvicinarsi a qualcosa di astratto attraverso una rappresentazione molto concreta.

Nel modulo la lettura è accompagnata da una conversazione guidata. Le domande portano i bambini a riflettere su ciò che accade quando provano rabbia, paura, tristezza o preoccupazione e sulle strategie che utilizzano quando un’emozione diventa difficile da gestire.

Dare un nome a ciò che sentiamo

Il lavoro sulle emozioni prosegue in modo ludico.

Con Emotions Bingo i bambini incontrano alcune parole in inglese legate agli stati d’animo e imparano ad associarle alle espressioni del viso. La canzone This is a happy face introduce il lessico attraverso ascolto, ritmo e mimica, mentre una semplice attività su Wordwall permette di riprenderlo in forma digitale.

Non si tratta però di imparare un elenco di parole. Il passaggio successivo riporta infatti l’attenzione sull’esperienza personale: quali emozioni provo quando penso alla scuola primaria?

Ogni bambino può scegliere le emozioni che sente più vicine e inserirle nel proprio barattolo. Non è necessario sceglierne una soltanto, perché davanti a un cambiamento possiamo sentirci contemporaneamente curiosi e preoccupati, felici e un po’ spaventati.

Non prepariamo soltanto bambini “entusiasti”

Quando parliamo dell’ingresso alla primaria, siamo spesso portati a costruire un racconto molto positivo: la nuova scuola, i nuovi amici, le cose bellissime che impareremo. È giusto alimentare curiosità e desiderio, ma credo sia altrettanto importante lasciare spazio anche all’incertezza.

Un bambino può avere voglia di iniziare e contemporaneamente essere preoccupato.

Può desiderare di sentirsi “grande” e avere nostalgia di ciò che sta lasciando.

Il lavoro sul barattolo serve proprio a questo: non a cancellare le emozioni più scomode, ma a renderle pensabili e comunicabili.

Decima tappa: In viaggio

Copertina dell'albo In viaggio di Guido Van Genechten

L’ultima storia riporta al filo conduttore dell’intero progetto.

In viaggio di Guido Van Genechten racconta un percorso fatto di strada, incontri, ostacoli, scoperte e attese. Ranocchio vorrebbe arrivare.

Come spesso capita ai bambini, la meta esercita una forte attrazione e il tragitto sembra quasi qualcosa da attraversare il più velocemente possibile.

Ma alla fine ciò che conta non è soltanto essere arrivati. Il viaggio ha modificato chi lo ha compiuto.

È un’immagine particolarmente adatta alla conclusione di un progetto di continuità, perché consente di tornare su tutte le esperienze precedenti e di chiedere ai bambini non soltanto “Dove siamo arrivati?”, ma anche “Che cosa abbiamo imparato mentre arrivavamo fin qui?”

Dalla storia al corpo

Nell’ultima attività la strada di Ranocchio e Porcospino viene anche sperimentata fisicamente.

Il modulo propone alcuni giochi motori ispirati al viaggio: attraversare un ponte costruito insieme ai compagni, muoversi con il salto delle rane e affrontare un gioco del tunnel.

Il movimento non è un’aggiunta separata dalla storia. Permette di tradurre nel corpo alcune delle idee incontrate durante la lettura: procedere, fermarsi, collaborare, superare un ostacolo, cambiare direzione e continuare.

Nel frattempo si esercitano schemi motori di base, lateralità e consapevolezza delle posizioni statiche e dinamiche.

Fermarsi a guardare il viaggio fatto

Dopo il movimento arriva un ultimo momento, più tranquillo.

Ai bambini viene chiesto di scegliere e rappresentare l’attività del percorso che hanno apprezzato maggiormente e di provare a raccontare, anche attraverso il disegno, che cosa hanno imparato durante questo viaggio.

Mi piace che il progetto finisca così.

Non con una verifica su ciò che i bambini ricordano, ma con un primo esercizio di consapevolezza.

Guardare indietro, scegliere un’esperienza significativa e riconoscere qualcosa che prima non si sapeva o non si sapeva fare significa cominciare a dare valore al proprio percorso.

Un finale che torna all’inizio

Nel primo modulo avevamo preparato la valigia dei piccoli esploratori.

Alla fine del quinto modulo possiamo riaprirla metaforicamente e osservare tutto ciò che il viaggio vi ha fatto entrare.

Non soltanto schede e produzioni.

Ci sono esperienze, incontri, emozioni, nuove parole, piccoli problemi affrontati e modi diversi di guardare alla scuola primaria.

La meta conta.

Ma ciò che ci prepara davvero ad arrivarci è tutto quello che succede mentre siamo in cammino.

Per continuità e accoglienza

Come gli altri moduli del percorso, anche il Modulo 5 può essere proposto negli incontri di continuità tra ultimo anno della scuola dell’infanzia e primaria oppure essere adattato alle prime settimane di classe prima.

Nel primo caso permette di concludere il percorso dando voce alle aspettative e alle emozioni dei bambini.

Nel secondo può diventare un modo per tornare sull’esperienza del passaggio quando la scuola primaria non è più soltanto immaginata, ma ha cominciato a essere vissuta.

Che cosa trovi nel Modulo 5?

Nelle 31 pagine del materiale trovi le indicazioni per organizzare le due tappe, le attività legate ai due albi illustrati di riferimento, le cartelle e il tabellone di Emotions Bingo, la scheda dedicata al barattolo delle emozioni, i giochi motori ispirati a In viaggio, le attività finali di riflessione e autovalutazione e gli strumenti per l’osservazione e la valutazione.

Sono inoltre presenti collegamenti alla canzone utilizzata per l’attività in inglese e alla proposta digitale su Wordwall.

Gli albi illustrati sono utilizzati come riferimento per le attività e non sono inclusi nel materiale.

Modulo autonomo o percorso completo?

Il Modulo 5 può essere utilizzato autonomamente: non è necessario aver acquistato o svolto i moduli precedenti.

Inserito nel pack completo, assume però anche una funzione particolare perché costituisce la conclusione delle dieci tappe di In viaggio verso la scuola primaria.

Dopo aver pensato a ciò che ci aspetta, aver esplorato la nuova scuola e sperimentato alcuni dei suoi linguaggi, arriviamo all’ultima domanda: che cosa ci portiamo via da questo viaggio?