Oh, quante cose vedrai! Un albo per partire, scegliere la propria strada e guardare avanti

Consiglio di lettura Oh quante cose vedrai

Oh, quante cose vedrai! Un albo per partire, scegliere la propria strada e guardare avanti

Ci sono strade da scegliere, luoghi da raggiungere, momenti in cui tutto sembra possibile e altri in cui non sappiamo bene quale direzione prendere. In fondo, succede qualcosa di molto simile anche quando un bambino sta per affrontare un passaggio importante. C’è curiosità. C’è entusiasmo. Forse c’è anche un po’ di timore. E soprattutto c’è davanti qualcosa che ancora non si conosce.

Proprio per questo Oh, quante cose vedrai! di Dr. Seuss mi sembra uno di quegli albi capaci di accompagnare molto bene i momenti di cambiamento. Non perché racconti esattamente che cosa accadrà. Quasi il contrario.

Perché parla di quello che succede quando la strada è ancora tutta da percorrere.

In breve

Titolo: Oh, quante cose vedrai!
Autore e illustratore: Dr. Seuss
Traduzione italiana: Anna Sarfatti
Editore: Mondadori
Anno dell’edizione italiana: 2016
Età di lettura indicativa: dai 4 anni

È un albo in rima che utilizza il viaggio come grande metafora della crescita: davanti a noi ci sono possibilità, scelte, incontri, ostacoli e momenti nei quali è necessario fermarsi, ripartire o cambiare strada. E soprattutto non promette che tutto sarà semplice. Forse è proprio questo a renderlo così interessante.

Non soltanto “puoi farcela”

A una prima lettura Oh, quante cose vedrai! potrebbe sembrare semplicemente un libro motivazionale.

Vai avanti. Credi in te stesso. Troverai la tua strada.

Ma secondo me sarebbe riduttivo leggerlo soltanto così.

Nel viaggio raccontato da Dr. Seuss non ci sono soltanto successi. Ci sono deviazioni, attese, incertezze e momenti nei quali non è affatto chiaro che cosa fare.

Non tutto va secondo i piani e non tutte le strade portano immediatamente dove avevamo immaginato. Ai bambini non viene quindi raccontato che il futuro sarà perfetto. Viene detto qualcosa di più realistico e, forse, anche più rassicurante: durante il viaggio succederanno molte cose e noi impareremo ad affrontarle mentre procediamo.

Una strada ancora da scoprire

Per un adulto cambiare aula può sembrare poca cosa. Per un bambino che sta terminando la scuola dell’infanzia, invece, entrare alla primaria significa avvicinarsi a insegnanti, compagni, spazi, tempi e modalità di lavoro che ancora non conosce davvero.

C’è la scuola immaginata. E poi ci sarà quella reale.

Per questo mi piace utilizzare un albo che non trasforma necessariamente il passaggio in una conversazione sulle “paure della scuola primaria”. La prospettiva è più ampia.

Ci permette di parlare di ciò che ancora non conosciamo, di ciò che immaginiamo, delle cose che vorremmo imparare, delle aspettative e delle possibilità che vediamo davanti a noi.

Non serve sapere già come sarà il viaggio. Possiamo cominciare a pensarci.

Un albo che lascia spazio

È anche uno di quei libri che non richiedono necessariamente un’attività immediata dopo l’ultima pagina.

Anzi, trovo interessante lasciare per qualche momento aperte le immagini e le parole.

Che cosa ci ha colpito?

Quale parte del viaggio ci somiglia di più?

Ci sono momenti in cui sappiamo esattamente dove vogliamo andare e altri in cui dobbiamo ancora scoprirlo?

Le risposte possono essere molto diverse a seconda dell’età dei bambini e del momento in cui proponiamo la lettura.

Questa apertura lo rende un albo al quale si può tornare in momenti diversi.

Dal libro alla classe

Quando ho progettato In viaggio verso la scuola primaria, ho scelto Oh, quante cose vedrai! per le prime tappe proprio per questa capacità di parlare del cambiamento senza descriverlo in anticipo.

Nel percorso l’albo incontra la metafora della valigia e alcune prime esperienze legate al gesto grafico e alla preparazione alla scrittura. Ma il punto di partenza rimane il viaggio.

Prima ancora delle attività, mi interessa che bambini e bambine possano percepire l’ingresso nella nuova scuola come qualcosa verso cui ci si può avvicinare gradualmente, portando con sé ciò che già si è e lasciando spazio a ciò che ancora non si conosce.

Partire senza sapere già tutto

È probabilmente questo il motivo per cui lo sceglierei proprio in un momento di passaggio.

Quando comincia qualcosa di nuovo tendiamo spesso a voler spiegare tutto. Che cosa succederà. Come sarà. Che cosa bisognerà fare.

Oh, quante cose vedrai! ci offre invece un’altra possibilità.

Possiamo dire ai bambini che non è necessario conoscere già tutta la strada per iniziare a percorrerla.

Ci saranno cose facili e altre più complicate. Momenti entusiasmanti e momenti in cui sarà necessario fermarsi. Strade che funzioneranno subito e altre da ripensare. È parte del viaggio.

Non soltanto per la classe prima

È anche uno di quegli albi che cambiano significato a seconda dell’età di chi li legge.

Con i più piccoli possiamo parlare di scuola, cambiamento, strade e cose che vorremmo imparare.

Con bambini più grandi possono emergere maggiormente scelta, ostacoli, obiettivi, errore, perseveranza e aspettative.

Probabilmente anche un adulto può riconoscersi in più di un passaggio.

Perché ci sono periodi nei quali sappiamo perfettamente dove stiamo andando.

Altri nei quali dobbiamo ancora capirlo.

Dall’albo al percorso: In viaggio verso la scuola primaria

Oh, quante cose vedrai! è uno degli otto albi illustrati che accompagnano In viaggio verso la scuola primaria.

Il percorso completo comprende 61 pagine e 10 tappe e intreccia lettura, conversazione, attività laboratoriali, pregrafismo, emozioni, movimento, coding, Scratch e materiali extra.

Può essere utilizzato come progetto di continuità infanzia-primaria, per l’accoglienza in classe prima oppure scegliendo soltanto alcune tappe.

Se vuoi iniziare soltanto da qui: il Modulo 1

Le prime due tappe del viaggio sono disponibili anche come percorso autonomo nel Modulo 1 – Oh, quante cose vedrai!

Il modulo comprende 28 pagine e riunisce Prepariamo la valigia! e Oh, quante cose vedrai!, insieme alle indicazioni operative, ai materiali dedicati alla corretta impugnatura e al pregrafismo, all’autovalutazione e agli strumenti per l’osservazione.

Può quindi essere utilizzato anche senza acquistare il percorso completo.

Il mio consiglio di lettura

Se cercate un libro che dica ai bambini esattamente che cosa troveranno entrando alla scuola primaria, questo non è quel libro. Ed è proprio per questo che lo sceglierei.

Non ci dice quale sarà la strada. Non promette che sarà sempre dritta. Non elimina gli imprevisti.

Ci ricorda semplicemente che possiamo cominciare a camminare anche senza sapere già tutto quello che incontreremo.

Per un libro che parla di crescita, mi sembra un bellissimo punto da cui partire.